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E' uscita la rivista "alsas" n. 41 primo semestre 2020 (La trovi in edicola a Sasso Marconi o puoi richiederla dal menu "Contatti")

R 41

 

 

R037

 

Molti Italiani vivono all’estero e tra questi anche molti sassesi 

Se qualcuno di loro che legge questo blog è interessato a visualizzare gli ultimi numeri della nostra rivista “alsàs” puo scriverci e gli manderemo il link alla versione on-line, oppure puo richiedere la versione cartacea

La Redazione

 


 

Favola di Rodari con le illustrazioni a cui facevo riferimento per la copertina della rivista n. 41,Il disegno che proponevo è la fig 2 di seguito la didascalia

campne r

Gianni Rodari

C’era una volta una guerra, una grande e terribile guerra, che faceva morire molti soldati
da una parte e dall’altra. Noi stavamo di qua e i nostri nemici stavano di là, e ci sparavano
addosso giorno e notte, ma la guerra era tanto lunga che a un certo punto ci venne a
mancare il bronzo per i cannoni, non avevamo più ferro per le baionette, eccetera.
Il nostro comandante, lo Stragenerale Bombone Sparone Pestafracassone, ordinò di tirar
giù tutte le campane dai campanili e di fonderle tutte insieme per fabbricare un
grossissimo cannone: uno solo, ma grosso abbastanza da vincere tutta la guerra con un
sol colpo.
A sollevare quel cannone ci vollero centomila grù; per trasportarlo al fronte ci vollero
novantasette treni. Lo Stragenerale si fregava le mani per la contentezza e diceva:
“Quando il mio cannone sparerà i nemici scapperanno fin sulla luna”.
Ecco il gran momento. Il cannonissimo era puntato sui nemici. Noi ci eravamo riempiti le
orecchie di ovatta, perché il frastuono poteva romperci i timpani e la tromba di Eustachio.
Lo Stragenerale Bombone Sparone Pestafracassone ordinò: “Fuoco!”
Un artigliere premette un pulsante. E d’improvviso, da un capo all’altro del fronte, si udì un
gigantesco scampanio: “Din! Don! Dan!”
Noi ci levammo l’ovatta dalle orecchie per sentir meglio.
“Din! Don! Dan!”, tuonava il cannonissimo. E centomila echi ripetevano per monti e per
valli:
“Din! Don! Dan!”
“Fuoco!” gridò lo Stragenerale per la seconda volta: “Fuoco, perbacco!”
L’artigliere premette nuovamente il pulsante e di nuovo un festoso concerto di campane si
diffuse di trincea in trincea. Pareva che suonassero insieme tutte le campane della nostra
patria. Lo Stragenerale si strappava i capelli per la rabbia e continuò a strapparseli fin che
gliene rimase uno solo.
Poi ci fu un momento di silenzio. Ed ecco che dall’altra parte del fronte, come per un
segnale, rispose un allegro, assordante: “Din! Don! Dan!”
Perchè dovete sapere che anche il comandate dei nemici, il Mortesciallo Von Bombonen
Sparonen Pestrafrakasson, aveva avuto l’idea di fabbricare un cannonissimo con le
campane del suo paese!
“Din! Dan! “ tuonava adesso il nostro cannone.
“Don! “ rispondeva quello dei nemici. E i soldati dei due eserciti balzavano dalle trincee, si
correvano incontro, ballavano e gridavano: “Le campane, le campane! E’ festa! E’
scoppiata la pace!”.
Lo Stragenerale e il Mortesciallo salirono sulle loro automobili e corsero lontano, e
consumarono tutta la benzina, ma il suono delle campane li inseguiva ancora.

                      

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Rivista n. 40

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COP 38

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COP 38


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   cop 39 

AlSAS N.39  
   

Editoriale

Luigi Ropa Esposti

4

Succede a Sasso

a cura di Glauco Guidastri

 

6

La fabbrica di maioliche nel Settecento a Colle Ameno

Piero Paci

 

13

La leggenda di Cacao. La verità sulla presenza di un italiano collaborazionista delle SS durante la strage di Marzabotto

Stefano Muratori

 

37

Le sorprendenti bellezze dell'Alto Appennino bolognese: il Parco Regionale del Corno alle Scale

Paolo Michelini

 

81

Andar per campi passatempo salutare. Come riconoscere e cucinare alcune piante spontanee delle nostre zone

Laura Gelli

 

100

L'ACQUA MARCELLA Dalla villa del Bazzano alla sorgente de''Acqua Marcella

Manuela Righi

 

110

Radioattività dell'acqua.  Le acque della sorgente dell'Acqua Marcella venivano pubblicizzate per le loro qualità radioattive. Ma erano veramente radioattive?

Mauro Filippini

 

130

La Casa del Soldato di Praduro e Sasso. Uno dei centri di assistenza, accoglienza e supporto a favore dei militari durante la Prima Guerra Mondiale

Carmen Santi

 

139

E venne la notte Nina e il crollo della Rupe del Sasso

Alessandra Pozzi

 

146

A la fèn dl'ovra (alla fine dell'opera)

a cura di Luigi Ropa Esposti

157
   

 

Rivista n. 39

   cop 39 

AlSAS N.39  
   

Editoriale

Luigi Ropa Esposti

4

Succede a Sasso

a cura di Glauco Guidastri

 

6

La fabbrica di maioliche nel Settecento a Colle Ameno

Piero Paci

 

13

La leggenda di Cacao. La verità sulla presenza di un italiano collaborazionista delle SS durante la strage di Marzabotto

Stefano Muratori

 

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Le sorprendenti bellezze dell'Alto Appennino bolognese: il Parco Regionale del Corno alle Scale

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Laura Gelli

 

100

L'ACQUA MARCELLA Dalla villa del Bazzano alla sorgente de''Acqua Marcella

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La Casa del Soldato di Praduro e Sasso. Uno dei centri di assistenza, accoglienza e supporto a favore dei militari durante la Prima Guerra Mondiale

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139

E venne la notte Nina e il crollo della Rupe del Sasso

Alessandra Pozzi

 

146

A la fèn dl'ovra (alla fine dell'opera)

a cura di Luigi Ropa Esposti

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