faceb   icona Youtube

cookie informativi

I cookie sono piccoli file produtti dal server del sito visitato che vengono scaricati e memorizzati nel disco rigido del computer dell'utente tramite il browser quando lo si visita. I cookie possono essere utilizzati per raccogliere e memorizzare i dati utente durante la navigazione per offrire servizi come il login al sito, una condivisione su social network ecc.. Possono essere essere di natura duratura e rimanere nel pc dell'utente anche dopo la chiusura della sessione dell'utente o svanire dopo la chiusura di essa. I cookie possono del sito che si visita (locali) o di terze parti.

Ci sono diversi tipi di cookie:

  • Cookie tecnici che facilitano la navigazione degli utenti e l'utilizzo delle varie opzioni o servizi offerti dal web, come identificare la sessione, consentire l'accesso a determinate aree, facilitano gli ordini, gli acquisti, la compilazione di moduli, la registrazione, sicurezza, facilitando funzionalità (come ad esempio la visione di video ecc...),
  • Cookie di profilazione che consentono agli amministratori di tracciare le attività degli utenti e di mandar loro pubblicità mirata,
  • cookie di terzi parti che consentono l'integrazione del sito con servizi come i Social Network (cookie sociali) per permetterne la condivisione, cookie flash per la visione di video ecc...

Quindi, quando si accede al nostro sito web, nel rispetto della Direttiva UE 2009/136/CE e del provvedimento 229 dell'8 maggio 2014 del garante della privacy, l'utente ci autorizza all'utilizzo dei Cookie. Tutto questo è per migliorare i nostri servizi. Usiamo Google Analytics per raccogliere informazioni statistiche anonime come il numero di visitatori del nostro sito. I cookie aggiunto da Google Analytics sono disciplinate dalle norme sulla privacy di Google Analytics. Se volete potete disabilitare i cookie di Google Analytics.

Tuttavia, si ricorda che è possibile abilitare, disabilitare, limitare l'utilizzo e cancellare automaticamente i cookies seguendo le istruzioni del tuo browser.

Storia delle fedi o anelli d’amore

di Silvia Lolli

Il mestiere dell’orafo

Da sempre ho amato lavorare, creare e costruire con le mani, e sono arrivata ad un mestiere che da subito mi ha affascinata e coinvolta: l’arte di costruire un gioiello. Un lavoro che è, insieme, creatività, pazienza, precisione, tecnica, fantasia….

Il mondo dei gioielli è fascino perché all’uso di monili è strettamente legata la storia dell’uomo, che da sempre li ha utilizzati per distinguersi, per palesare il suo potere, la forza fisica, la funzione sociale e, non ultimo, per proteggersi. I caratteri che sono associati al concetto di gioielleria variano fra le due polarità del “valore intrinseco” dei metalli, delle pietre preziose e semipreziose, e del “valore estetico” dell’elaborazione e raffinatezza dovute alle tecniche di costruzione degli oggetti, del taglio delle pietre.

L’orafo moderno sfrutta le conoscenze prodotte dalle scienze chimiche, fisiche e matematiche; usa strumenti di misura, dispone di diversi tipi di gas, laser, ultrasuoni, attrezzature e corrente elettrica, computer e software, per lavorare in modo rapido a prodotti in serie o a pezzi unici.

L’orafo antico doveva imparare tutto dalla pratica nella bottega per svelare e sviluppare quelle capacità artistiche personali difficilmente trasferibili e che fanno diverso un orafo da un altro. Alcune tecniche e procedimenti sono rimasti invariati nel tempo ed è piacevole pensare, mentre si sta svolgendo un lavoro, che secoli prima qualcuno lo faceva proprio allo stesso modo.

Oggi una parte è tecnica e il resto è arte e cultura. Mi piacerebbe essere, oltre che un’orafa, un’artigiana colta, perché la cultura non è solo ornamento e cibo della mente umana (come diceva Leonardo), ma è anche potenziale ricchezza.

Sono molto contenta di avere la possibilità, in questa rivista, di aprire una finestra sul mondo della storia dei gioielli. Ci sono tante meravigliose spiegazioni sul perché esistono e si indossano vari tipi di gioielli, alcune storiche, altre fantastiche e mitologiche. Vorrei così rendervi partecipi di queste storie, cosicché sarà bello ricordarle quando, nella quotidianità, indosserete i vostri affezionati gioielli.

Storia delle fedi o anelli d’amore

Il dono di un anello è sempre stato un gesto carico di significato sentimentale, religioso e persino commerciale. La storia degli anelli che uomini e donne si scambiano come pegno d'amore è molto antica e risale al tempo dei Romani. Il poeta Ovidio inviò un anello alla sua benamata accompagnandolo a versi che finivano così: "…felice o te, anello che toccherai le mani del mio amore. Già io invidio il mio proprio regalo". Un altro tipo di anello molto in auge a quel tempo aveva al centro un cammeo di onice raffigurante una mano che sfiora un orecchio con intorno una scritta "ricordati di me". I Romani usavano scambiarsi anelli per sancire la conclusione di un contratto. Questa usanza si trasmise pian piano anche al matrimonio: dopo aver concordato la dote di fronte a testimoni, il fidanzato infilava un anello all'anulare della mano sinistra della promessa sposa in segno di sua accettazione, poiché si credeva che da quel dito partisse la “vena d’amore” collegata al cuore. L'anello si chiamava “anulus pronubus” e spesso era un semplice cerchietto di ferro, poiché l'oro non poteva essere usato dalle persone comuni. Questi anelli poi furono decorati con motivi di mani che si stringevano tra loro, che stringevano spighe di grano o con mezzi busti che si guardavano l'un l'altro. Ma fu solo nel IX sec. d.C. che il dono dell'anello divenne l'atto centrale nel rituale matrimoniale cristiano, simbolo di un contratto indissolubile e si caricò di un tale significato nella tradizione popolare che tutti i tentativi di abolirlo da parte dei protestanti estremisti in seguito alla Riforma, fallirono per mancanza di consenso. Anche i matrimoni civili celebrati di fronte ad un rappresentante dello stato finirono per dare rilievo a questo potente simbolo di unione.

L’usanza dell’anello di fidanzamento entrò in voga probabilmente nel medioevo: si trattava inizialmente di un intreccio di giunco, proprio a definire un legame non ancora certo. Talvolta erano in metallo non nobile e, solo in seguito, con grande sviluppo dell’arte orafa, divennero veri e propri preziosi pegni d’amore. La scelta delle pietre incastonate è variata, a seconda delle mode e delle tradizioni, ma certamente zaffiri, rubini, smeraldi e diamanti sono le gemme più utilizzate.

I messaggi d'amore in lingua normanna sono caratteristici di una serie di anelli medioevali dal XII secolo in poi. Questi recano dichiarazioni aperte ed appassionate: "io sui de druerie ne me dune mie" (io sono un pegno d'amore: non mi dare via).

Nel XV secolo il francese era ancora la lingua della cavalleria, della civiltà cortese e pertanto veniva usata nelle iscrizioni di questo tipo. Le parole frammentate da mazzolini di fiori erano accompagnate da cuori e mani intrecciate. I monili erano di argento niellato e bronzo dorato, anche se vi sono le prove che coloro che ne avevano i mezzi preferivano fedi con gemme incastonate.

Il primo dei tanti esempi: nel 1234, Luigi IX di Francia sposò Margherita di Provenza con un anello in cui era incastonato uno zaffiro e nel cui interno era incisa una ghirlanda di gigli e margherite alludenti ai rispettivi nomi e alla scritta "hors de cet anel pourrions trouver amour" (senza questo anello non avremmo trovato l'amore).

La ricchezza di colore e il vocabolario fiorito della gioielleria rinascimentale trovarono espressione nel disegno di anelli nuziali che venivano offerti durante cerimonie pubbliche.

Tra i tipi più elaborati vi era il "gimmel" o anello gemello che, indossato, sembrava un anello singolo, ma che poteva scomporsi in due anelli distinti. Il simbolismo del matrimonio era sottolineato da iscrizioni all'interno di ogni cerchietto, alludenti all'eternità dl vincolo.

I meno abbienti andavano all'altare con semplici anelli in oro non lavorato con iscritte frasi che nel XVII secolo in Inghilterra dettero origine ad un particolare tipo di poesia. Alcuni esempi: "death only parts united hearths" (solo la morte separa due cuori uniti), " never to thee I’ll unkind be" (non sarò mai cattivo con te), o frasi religiose "what God has joined together let not man put asunder" (quel che Dio ha unito, l'uomo non separi, S. Marco X, 9), "je cheris jusqu'a son ombre" (mi è cara persino la sua ombra).

Sono molto usate forme simboliche quali cupidi che scoccano frecce, cuori, tortorelle che tubano o stringono nodi d'amore, ritratti dell'amato. Nel XIX secolo il serpente avvolto in spire su se stesso, e perciò emblematico dell'eternità, eclissò ogni altro simbolo. Anche oggi molte coppie si scambiano gli anelli per il fidanzamento, usanza che ha sempre fatto parte del rituale ortodosso, anelli impreziositi spesso da diamanti, dopo la scoperta dei giacimenti del Sud Africa. Lo stesso anello nuziale un tempo depositario di dichiarazioni appassionate e di pie aspirazioni, con o senza gemme, e graziosamente simbolico, si ridusse pian piano ad un semplice cerchietto d'oro con al massimo incisi nomi e date. Tuttavia si diffuse l'abitudine per gli sposi di portare sempre al dito l’anello al quale era stato originariamente scritto "finche morte non ci separi".

Questa è tutt'oggi l'ultima tappa nella lunga storia degli anelli legati all'amore.

“Non v’è alcuna differenza qualitativa

fra artista e artigiano.

L’artista è solo un artigiano potenziato.

In rari momenti d’ispirazione,

che vanno al di là della sua volontà consapevole,

la grazia del cielo può far sì

che il suo lavoro fiorisca nell’arte…”

(W.Gropius, dal “Manifesto della Staatliches Bauhaus in Weimar“, 1919.

Foto?

Immagini rinascimentali da riviste

Offerta

offerta r


Leggi

....40 cop

Rivista n. 40

....40 cop


R20

-notitle- R20 alsas 10righe.org

R20