faceb   icona Youtube

cookie informativi

I cookie sono piccoli file produtti dal server del sito visitato che vengono scaricati e memorizzati nel disco rigido del computer dell'utente tramite il browser quando lo si visita. I cookie possono essere utilizzati per raccogliere e memorizzare i dati utente durante la navigazione per offrire servizi come il login al sito, una condivisione su social network ecc.. Possono essere essere di natura duratura e rimanere nel pc dell'utente anche dopo la chiusura della sessione dell'utente o svanire dopo la chiusura di essa. I cookie possono del sito che si visita (locali) o di terze parti.

Ci sono diversi tipi di cookie:

  • Cookie tecnici che facilitano la navigazione degli utenti e l'utilizzo delle varie opzioni o servizi offerti dal web, come identificare la sessione, consentire l'accesso a determinate aree, facilitano gli ordini, gli acquisti, la compilazione di moduli, la registrazione, sicurezza, facilitando funzionalità (come ad esempio la visione di video ecc...),
  • Cookie di profilazione che consentono agli amministratori di tracciare le attività degli utenti e di mandar loro pubblicità mirata,
  • cookie di terzi parti che consentono l'integrazione del sito con servizi come i Social Network (cookie sociali) per permetterne la condivisione, cookie flash per la visione di video ecc...

Quindi, quando si accede al nostro sito web, nel rispetto della Direttiva UE 2009/136/CE e del provvedimento 229 dell'8 maggio 2014 del garante della privacy, l'utente ci autorizza all'utilizzo dei Cookie. Tutto questo è per migliorare i nostri servizi. Usiamo Google Analytics per raccogliere informazioni statistiche anonime come il numero di visitatori del nostro sito. I cookie aggiunto da Google Analytics sono disciplinate dalle norme sulla privacy di Google Analytics. Se volete potete disabilitare i cookie di Google Analytics.

Tuttavia, si ricorda che è possibile abilitare, disabilitare, limitare l'utilizzo e cancellare automaticamente i cookies seguendo le istruzioni del tuo browser.

Dalla chiesa di Montechiaro a Villa Griffone

Cronaca di una passeggiata fra storia e natura

testo e foto di Brillantino Furlan

È una domenica mattina come tante altre. Sono le 8 e 45’; a quest’ora poche persone circolano nelle strade di Sasso Marconi; il paese sembra ancora addormentato. Nella Piazza dei Martiri si radunano dei ciclisti per una scampagnata nei dintorni, si incontrano gli anziani del paese per scambiarsi tre parole e la gente che va in chiesa.

Oggi anche noi del Gruppo di Studi “Progetto10 righe” ci prepariamo ad una delle nostre “camminate con miniconferenze all’aria aperta”. Ad ogni escursionista (siamo circa una quarantina) viene consegnata la scheda con la descrizione del percorso e dei “tesori” che incontreremo lungo il cammino: il territorio di Sasso Marconi è molto vasto, i suoi “gioielli” storici, artistici e naturalistici sono disseminati su un’area di circa 100 km quadrati.

Ci trasferiamo con l’auto fino a Montechiaro, ci raduniamo sul sagrato, poi entriamo nella chiesa di Santa Giustina. La signora Liviana ci dà notizie sulla storia e le vicissitudini del passato di questo luogo; già da documenti del ‘300, si ha notizia di una chiesa dedicata a Santa Giustina in località Montechiaro. L’attuale edificio fu completamente riedificato sul finire del ‘700. Ci informa poi del suo compito nel portare avanti la comunità di bambini handicappati e degli sforzi quotidiani che deve fare assieme ad altri volontari.

Usciamo dalla chiesa; fuori il sole ci riscalda. Di fronte alla chiesa si offre al nostro sguardo un bellissimo parco alberato che nasconde una villa antica chiamata “Villa Panglossiana” come spiega lo “storico” della nostra associazione, Giancarlo Dalle Donne. Oggi non possiamo vederla internamente, ma abbiamo in programma di visitarla un giorno, nell’ambito dell’attività “un sabato in Villa” con la guida dell’architetto Gianluca Rossi (1).

Il gruppo dei camminatori è eterogeneo: molti ascoltano con attenzione, altri si guardano attorno poiché il paesaggio e´ meraviglioso, altri giocano con i cani, ma l’atmosfera e´ sempre gioiosa e piacevole. Ci incamminiamo sul sentiero CAI 102. A circa duecento metri si vede Villa Malvasia, una bella villa che, al momento, non è possibile visitare: un vero peccato! Passiamo davanti a Ca’ Nova che una volta si chiamava podere Vaglie, ma ora è stata ristrutturata per abitazione.

Incontriamo una quercia secolare: maestosa è la sua chioma e noi vi passiamo proprio sotto. Questi alberi sono ormai rari, sono stati quasi tutti tagliati nel passato per trasformarli in traversine per i binari del treno. C’era un tempo in cui questi alberi maestosi non venivano più chiamati querce ma “trenta traversine”, o “quaranta traversine”, a seconda del numero di traversine che se ne poteva trarre. Ci sono tanti tipi di querce, e ognuna ha delle caratteristiche che la fanno distinguere dalle altre. Il leccio (Quercus ilex) ha foglie sempreverdi, lisce, ovali e allungate. Il cerro (Quercus cerris) produce una ghianda che ha la cupola pelosa con squame lineari arricciate all’insù e foglie lobate. La farnia (Quercus pedunculata o robur) ha l’attributo “peduncolata” perché le ghiande, anziché essere direttamente attaccate ai rami, sono sorrette da lunghi peduncoli.

Camminiamo per circa duecento metri su una strada sterrata che sembra un prato; l’erba è alta quasi mezzo metro, con un piccolo solco pedonale di venti centimetri di larghezza, aperto dai volontari del nostro Gruppo. Leardo è sempre in testa; fa’ il capo guida e, dato che è nato in questi paraggi, spiega con competenza le bellezze del luogo. Attraversando il bosco ascoltiamo il canto degli uccelli, forte e piacevole a sentirsi.

All’improvviso, uscendo dalla zona alberata, appena attraversato il fosso Melara, ci troviamo davanti una piantagione di olivo, piante piccole, da pochi anni impiantate. Nei secoli scorsi, in questi luoghi, l’olivo veniva coltivato, poi con il passare del tempo la temperatura divenne più fredda e questo tipo di coltivazione cadde in disuso. Ora la temperatura è tornata ad aumentare, ci si adegua ai cambiamenti climatici e si ritorna ad impiantare l’olivo: è una pianta che ha bisogno di sole e di calore.

Continuiamo il nostro percorso e dopo poco sbuchiamo in via Montechiaro. In lontananza si vede sulla collina il santuario di San Luca e tutta la valle sottostante di un bel colore verde smeraldo. Più sotto riconosciamo anche la chiesa di S. Stefano a Pontecchio (2) e villa Melara (3). Dopo un centinaio di metri abbandoniamo via Montechiaro e il sentiero 102. Questo sentiero, partendo dalla località Borghetti, arriva fino a Zola Predosa, fra colline, campi e prati: una camminata di sei ore, ma bella e appassionante per geologi e botanici.

Pieghiamo a destra ed passiamo oltre il cancello, aperto dal signor Brusori che gentilmente ci lascia entrare nella sua proprietà. Attraversiamo l’aia; ad intermittenza sentiamo degli spari che provengono da alcuni cannoncini a gas, allo scopo di spaventare gli uccelli che si avvicinano per cibarsi del grano ormai maturo (chissà se veramente questi uccelli si spaventano?). Una volta si sistemava nel campo uno spaventapasseri con addosso un cappotto vecchio e sulla testa un cappellaccio di paglia, e gli uccelli si posavano sulla tesa del cappello, o sulla spalla, guardandosi attorno.

Camminiamo lungo il crinale. I filari dei vigneti, disposti in bell’ordine sul fianco della montagna, scendono verso il piano in direzione di Villa Griffone. Arriviamo alla collina dei Celestini, così chiamata perché su di essa, anticamente, si ergeva un monastero di frati eremiti della congregazione dei Celestini.

Qui una croce di ferro indica il luogo in cui si ritiene sia stato captato il primo segnale di trasmissione telegrafica senza fili trasmesso dal giovane Guglielmo Marconi, col superamento dell’ostacolo naturale della collina: l’esperimento che, nel 1895, segnò per l’umanità l’inizio dell’era delle comunicazioni.

Paolo intrattiene gli escursionisti con notizie di geologia del luogo (sulla nostra rivista “al sâs” ha scritto diversi articoli sull’argomento).

Un po' più a valle osserviamo una croce realizzata con delle canne intrecciate con rami di olivo e con una candela nel mezzo. È un’antica usanza contadina che ancora sporadicamente si vede. Essendo un tempo i contadini molto più timorati di Dio, nel giorno di maggio della Santa Croce mettevano nei campi questa croce di canne con rami di olivo benedetto e una candela, a protezione contro la grandine e come auspicio di un buon raccolto.

Scendiamo il monte. Ciliegi carichi di duroni e ciliegie rosse ci osservano mentre passiamo. Ci osservano anche uomini e donne che, arrampicati su lunghe scale, le stanno raccogliendo e, sorridendo, ci salutano. Ci sorridono anche i cesti pieni di questi bei frutti maturi, e ci invogliano ad assaggiarli... Arriviamo in fondo ad un ripido sentiero. Qui il signor Ferri e sua moglie ci accolgono con gentilezza offrendoci del buon vino, delle ciliegie e dei dolci fatti in casa. Il tempo stringe e ci incamminiamo. Il signor Ferri ha aperto con il trattore, fra i rovi, il vecchio sentiero che porta a Villa Griffone.

La villa è circondata da un ampio parco, ben tenuto e curato dal signor Sandri e da sua moglie. Il signor Sandri mi racconta che il cipresso che si erge sulla destra, ha la stessa età della casa, cioè può vantare ben quattrocento anni. C’è pure un magnifico sorbo che ha ancora attaccato al tronco un pezzo di reticolato tipico della prima guerra mondiale, con i denti di ferro in lamina triangolare. Possiamo osservare un arbusto di corniolo (Cornus mas) il cui legno, durissimo, veniva usato un tempo per fare denti di rastrello, ingranaggi e altro. I frutti, ricchi di vitamina C, venivano essiccati per un uso invernale. Venivano fatte anche delle ottime marmellate. In passato i frutti acerbi appena raccolti, posti a maturare sotto una coperta, dopo diversi giorni diventavano dolci e poi erano messi in vendita nei mercati.

Sul prato antistante la facciata di Villa Griffone, le volontarie del nostro Gruppo, Gerda e Maria (che hanno la qualifica di guide autorizzate del Museo Marconi) raccontano ai presenti una sintesi della storia del grande scienziato.

All’interno della villa ci accoglie il signor Maurizio Bigazzi, tecnico di spiccato talento, che fin da bambino ha nutrito una viva passione per la vita e le scoperte scientifiche di Guglielmo. Con grande abilità ha ricostruito e rese funzionanti tutte le apparecchiature di cui si servì Marconi per realizzare i suoi esperimenti. Ha scoperto i cavi delle antenne e le piastre per la messa a terra degli apparati usati a Villa Griffone per le prime trasmissioni sperimentali, eseguite fra il 1894 e il 1895.

Accompagnandoci all’interno del museo il signor Bigazzi ci introduce alla storia dell’elettronica e delle onde elettromagnetiche. Ci parla non solo di Marconi, ma anche dei precursori: Galvani, Volta, Hertz e delle loro scoperte. La visita al museo è interessantissima. C’è una fedele ricostruzione del banco di lavoro del giovane Guglielmo, situato nella cosiddetta “stanza dei bachi” della villa. Possono essere utilizzati direttamente dal pubblico i computer che documentano i momenti salienti della vita di Marconi e alcune apparecchiature didattiche interattive che riproducono i suoi esperimenti.

Così si è conclusa, con viva soddisfazione dei partecipanti, la camminata da Montechiaro a Villa Griffone: una vera “immersione totale” nella natura e nella storia del nostro territorio.

NOTE

(1) La visita alla Villa Panglossiana è descritta in “al sâs” n. 4, p. 60.

(2) Per la descrizione della parrocchia di S.Stefano di Pontecchio e la sua chiesa, si rimanda a “al sâs” n. 3, p. 98.

(3) Villa Melara è descritta in “al sâs” n. 2, p. 61

x1 2106foto 41 pag 64 chiesa

x1 2107foto 42 pag 65 canova

 

Leggi
 Transatlantico alla deriva (Ciao Radio)
 intervista
Registrazione della puntata radio di Sasso Si Connette all’interno della trasmissione Transatlantico alla deriva (Ciao Radio)  in cui ho avuto il piacere di avere ospite la vostra presidente Marilena Fabbri per presentare la rivista n. 42 di al sas.

Intervista

 Transatlantico alla deriva (Ciao Radio)
 intervista
Registrazione della puntata radio di Sasso Si Connette all’interno della trasmissione Transatlantico alla deriva (Ciao Radio)  in cui ho avuto il piacere di avere ospite la vostra presidente Marilena Fabbri per presentare la rivista n. 42 di al sas.

Offerta

offerta r


Leggi

....40 cop

Rivista n. 40

....40 cop


R20

-notitle- R20 alsas 10righe.org

R20