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I bambini vivono la città, ne scoprono i valori storici e … la progettano.

a cura di Giancarlo Dalle Donne e di Paolo Michelini. Foto di P. Michelini

Le fonti della storia: laboratorio didattico con i documenti dell’Archivio storico del Comune di Sasso Marconi.

Nel febbraio del 2002 abbiamo svolto un “laboratorio didattico in archivio” con i ragazzi della classe 5a C della Scuola elementare di Sasso Marconi – Capoluogo, consistente in tre incontri della durata di due ore l’uno. Oltre ad appartenenti del nostro gruppo e alle maestre (Gabriella Bellacanzone e Sarah Cereghini), ha partecipato, in veste di osservatrice, la dott.ssa Letizia Bongiovanni, responsabile del settore archivi della Provincia di Bologna.

Per l’occasione abbiamo approntato due fascicoli (per un totale di 60 pagine), distribuiti ai ragazzi. Nel primo, intitolato “L’Archivio”, abbiamo cercato di far capire cos’è un archivio e il perché della sua importanza.

Ma leggiamo alcuni brani che compaiono in questo fascicolo:

“Il nostro obiettivo è avvicinare i ragazzi delle scuole ai documenti storici, farglieli vedere da vicino, cercarli insieme (…). Una buona occasione è data dalla ricerca all’interno dell’Archivio storico del Comune di Sasso Marconi, di recente riordinato. Vedremo insieme cos’è un archivio, entreremo all’interno di uno di questi e cercheremo di capire come è possibile utilizzare i documenti contenuti per la ricerca storica (…).”.

Dopo questa introduzione siamo saliti sulla “macchina del tempo”, e ci siamo catapultati in età napoleonica, all’inizio dell’800. Abbiamo individuato e fotocopiato venti documenti del periodo 1809-1813: ognuno di essi è stato abbinato, tramite sorteggio, ad uno scolaro della 5a C. Dopo avere letto insieme i documenti, si è aperta la discussione ed il confronto…

L’argomento centrale e titolo del 2° opuscolo era: “Rivolte antinapoleoniche: briganti e carceri (1807-1813)”: di ciò si trova un’ampia documentazione all’interno dell’Archivio storico del Comune di Sasso Marconi.

Lasciamo ora parlare i ragazzi, veri protagonisti del progetto.

Lunedì 18 febbraio abbiamo visitato l’Archivio storico comunale di Sasso Marconi, che si trova nei sotterranei, dove c’erano degli scaffali dove erano messe scatole che contenevano documenti storici tra cui il più antico era quello del ‘500, scritto su una pergamena.

(Giulia Di Lella).

Tra febbraio e marzo, io e la mia classe abbiamo avuto alcuni incontri con il “Progetto 10 righe”, il quale ci ha raccontato come era la vita tra ‘800 e ‘900 (…). Molti documenti parlavano di carcerati, delle carceri e dei sospettati; altri dei raccolti e delle denunce. Il mio documento parlava dello stato delle carceri, che non erano giudicate sufficienti. A me è piaciuta molto questa esperienza, e vorrei rifarla.

(Giulia Sabatino)

Durante il secondo incontro in classe abbiamo osservato diversi documenti storici. Ognuno di noi aveva un numero che corrispondeva a un documento. Il mio documento era scritto con una calligrafia molto difficile da decifrare: parlava di perlustrazioni e di arresti di persone oziose, vagabonde e sospette (…). L’obiettivo di questi incontri era di verificare se anche nel nostro paese erano successi gli eventi raccontati dai libri di storia, e questo è vero! Questa esperienza mi è piaciuta e mi ha interessato.

(Nicolò Perla)

Il documento che è capitato a me è una circolare del Prefetto, che scrive al Sindaco di Praduro e Sasso per comunicargli che gli abitanti si stanno ribellando agli aumenti delle tasse (…). A conclusione di questa esperienza ci restano i fascicoli che il “Progetto 10 righe” ha preparato per noi e un articolo che è uscito sul giornale! Io mi sono divertito molto e ho imparato l’importanza dei documenti storici.

(Roberto Dalle Donne)

A quel tempo c’era molto brigantaggio, causato principalmente dalla miseria, dalla disoccupazione: infatti molti documenti parlavano di casi sospetti di furto o di una denuncia di un disertore. A quel tempo i briganti erano armati di tromboni e sciabole.

(Luca Volta)

La terza volta abbiamo decifrato ancora meglio i documenti. Il fascicolo vecchio ormai serviva poco, così ce ne hanno dato un altro un po’ più grosso e molto più ricco di informazioni. Tutti noi abbiamo cercato di decifrare anche gli altri documenti e ci siamo molto divertiti.

(Chiara Baldi)

Il documento che ho esaminato io è del 1810, e parla di un certo Pasquale Fantazzini, scappato dalla prigione di Fontana. Il giudice chiede che il Sindaco di Praduro e Sasso catturi questo delinquente (…). Questi tre incontri mi hanno interessato molto, perché ho visto l’archivio del mio paese e ho visto veri documenti antichi, e mi hanno insegnato cose che non sapevano neanche i miei genitori.

(Marco Guizzardi)

La città dei bambini: laboratorio di “Progettazione partecipata”

L’obiettivo guida è stato quello di coinvolgere i bambini della scuola elementare Fontana nella “progettazione” migliorativa del territorio e dell’ambiente in cui vivono.

Ciò allo scopo di trasmettere agli amministratori locali l’espressione delle esigenze dei soggetti considerati “deboli”, nel caso specifico i bambini (così come lo sono gli anziani, gli stranieri, i poveri, i malati…) che difficilmente riescono a comunicare i loro bisogni ai progettisti professionali.

Il coinvolgimento dei bambini in questa attività ha prodotto in loro un effetto di maturazione, a giudizio dei docenti, inaspettato: si sono sentiti “cittadini”, con una porzione di responsabilità nel progettare un futuro migliore per l’ambiente in cui vivono, sia per sé che per i propri cari.

Il lavoro è stato sviluppato in due fasi.

Nella prima fase abbiamo partecipato, in qualità di volontari del Gruppo di Studi “Progetto 10 righe”, assieme agli insegnanti della scuola e ai tecnici del Comune di Sasso, ad un seminario propedeutico organizzato dall’Università degli Studi di Firenze, nei locali del Comune di Zola Predosa.

Durante la seconda fase, con i bambini della classe 3a, guidati dalla maestra sig.a Simona Izzo, abbiamo elaborato un progetto che fornisce suggerimenti all’Amministrazione Comunale per realizzare un percorso ciclo-pedonale agevole e sicuro, lungo il Reno, che colleghi la frazione Fontana al centro di Sasso Marconi, come alternativa all’attuale pericolosissima strada statale Porrettana.

Passiamo perciò la parola prima all’insegnante e, subito dopo, ai suoi alunni, di cui trascriviamo alcuni brani.

La prima cosa che mi ha colpito, iniziando questo “Laboratorio di Progettazione partecipata”, è stata quella di riconoscere ai bambini la capacità di contribuire alla conoscenza e alla progettazione del territorio (…). E’ stato bello esplorare e scoprire assieme ai bambini le zone che circondano la scuola e che collegano la frazione di Fontana al centro di Sasso.

Ma ancora più importante è stato assumere un atteggiamento partecipativo: sia da parte mia, svuotandomi del ruolo di insegnante per mettermi nei panni di chi sa ascoltare e sa accettare un modo di vedere diverso; sia da parte dei bambini, che sono diventati “attori protagonisti”, attenti e seri nel progettare i loro spazi, con le loro idee e con lo sguardo rivolto, non solo a soddisfare i loro bisogni, ma anche quelli degli altri (per esempio prendendo in considerazione le persone anziane che abitano nella frazione e quelle che hanno problemi fisici) (…).

Ringrazio per la disponibilità il signor Paolo Michelini del Gruppo di Studi “Progetto 10 righe”, che ha collaborato con me sin dall’inizio nel portare avanti questo progetto, e anche i geometri dell’Ufficio Tecnico comunale, Luigi Ropa e Marco Teglia, che si sono prestati ad ascoltare e rispondere alle domande dei bambini. Devo ammettere che la loro presenza li ha davvero stimolati. Ricordo infatti quelli che mi dicevano con aria seria: “Maestra, ma se quelli del Comune vogliono vedere il nostro progetto, significa che possiamo veramente fare qualcosa per cambiare quel sentiero!”

(l’insegnante Simona Izzo)

Ieri, Mercoledì 13 Marzo 2002, siamo andati con Paolo e sua moglie a fare una passeggiata al fiume perché dovevamo sapere se avevamo fatto bene la cartina in classe (…). Il nome Fontana è stato preso dalla fontana del conte Nicolò Sanuti nella sua Villa Sanuti. Abbiamo percorso una discesa passando sotto un tunnel buio e stretto, e sopra c’era la ferrovia. Poi abbiamo visto dove lavoravano gli scalpellini in cima alla Rupe. Sopra c’erano tanti pini domestici, e si chiama Bosco dell’Impero, piantato nell’anno 1930.

Noi camminavamo in un sentiero in terra battuta molto stretto (…). Alla nostra destra c’è il fiume Reno, invece alla sinistra c’è la ferrovia e la Rupe con la Madonna della Rupe che si chiama: Beata Vergine del Sasso, e fu così chiamata nel 1282. Il Fosso del Diavolo si unisce al fiume Reno.

(Marco Zamboni)

All’inizio siamo passati vicino a casa mia e anche al Palazzo Sanuti (…). Lungo il sentiero abbiamo visto la casa del pittore, più avanti la strada si allargava, a destra e a sinistra c’erano orti coltivati e Forsizia fiorita. Siamo saliti sopra una scala pericolosa e quando siamo arrivati in cima eravamo a Sasso Marconi. Siamo poi tornati a scuola. Mi è piaciuto quando abbiamo fatto la scala.

(Greta Zanna)

Entriamo nel sentiero. C’è un tunnel molto stretto che serve per attraversare la ferrovia (…).

Ad un certo punto, a sinistra dove c’è la Rupe, si vedono dei fori che sono caverne e tanti anni fa vi abitavano delle famiglie che erano senza casa. Lungo il sentiero ho visto dei fiori che si chiamano la Borsa del Pastore. Proseguendo siamo arrivati al Rio del Diavolo (…).

(Carlotta Sasdelli)

Siamo partiti dalla scuola, poi siamo passati davanti alla Villa Sanuti, dove all’interno c’era una fontana. Quindi abbiamo proseguito fino al punto dove le donne lavavano i panni e quando era inverno rompevano il ghiaccio. Siamo poi arrivati ad una vecchissima galleria sopra alla quale passa la ferrovia (…). Proseguendo abbiamo incontrato “il Fosso del Diavolo” con un ponte fatto di due assi. Siamo andati avanti. Infine siamo saliti per una scala con 125 scalini. Arrivati in cima siamo ritornati a scuola ripercorrendo la stessa strada. E mi sono divertita a fare gli scalini.

(Agnese Fontanelli)

Le proposte di miglioramento del percorso, suggerite dai bambini in classe, sono state le seguenti:

  • Tratto: via Fontana davanti a Palazzo Sanuti. Mettere il marciapiede.

  • Tratto: via Gasparri. Mettere il marciapiede.

  • Tratto: vicino al lavatoio. Mettere una ringhiera di protezione.

  • Tratto: tunnel sotto la ferrovia. Mettere le luci, fare la pavimentazione, allargare dove c’è il passaggio dei tubi, mettere una segnalazione del passaggio treni.

  • Tratto: sentiero lungo il fiume. Mettere i lampioni, allargare il sentiero, togliere i rovi.

  • Tratto: il guado sul “Fosso del Diavolo”. Mettere un ponticello.

  • Tratto: sentiero fra gli orti lungo il fiume. Mettere la pavimentazione, tavoli da picnic, panchine e una fontanella.

  • Tratto: scala di 125 gradini fra la Fontana e Sasso Marconi. Sistemare la scala, mettere un parapetto, aumentare il numero dei gradini abbassando l’alzata, mettere una rastrelliera per il parcheggio delle biciclette.