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LA PROPRIETÀ CONTADINA NEL BOLOGNESE TRA ‘400 E ‘700

di Claudia Mazzoni

(parte terza)

4. Agricoltura e propriet​_​_​_à contadina (secc. XVII-XVIII)

Tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, la forma di governo della città di Bologna e del suo contado subì notevoli modifiche: dopo l’abolizione della magistratura da parte di Giulio II nel 1506, fu istituito, per volere del Pontefice, il Senato, il quale sancì un’alleanza conservatrice tra patriziato bolognese e papato. In tal modo la nobiltà cittadina, partecipò, di fatto, all’esercizio del potere nella città.

L’organo bolognese fu ampliato nel 1589, su volere del pontefice Sisto V, per garantire una maggiore stabilità politica. Tutte le attività riguardanti Bologna e il suo contado, dall’amministrazione alla gestione delle finanze, alla regolazione dei rapporti di lavoro, furono coordinate dal Senato.

Nello stesso periodo si assistette alla nascita delle Assunterie, risultato di un duplice processo: di semplificazione e d’unificazione degli uffici preposti all’amministrazione della c​_​_ittà e del contado nei periodi comunali e signorili da un lato; di definizione delle modalità di distribuzione degli incarichi di governo all’interno del patriziato dall’altro. Già all’inizio del ‘600 il governo senatorio era articolato in otto Assunterie ordinarie o di turno, e nelle cosiddette Assunterie da voto, che erano in numero variabile, perché create per affrontare affari particolari.

Attività principale della Assunteria di governo era la regolamentazione dell’estrazione degli obblighi e dei compiti dei massari, e la verifica del loro operato. Attraverso i memoriali inviati dai massari, dai consiglieri e anche dai provati, l’Assunteria riusciva a seguire tutti gli aspetti delle varie comunità. All’Assunteria venivano indirizzate richieste per il riconoscimento dei privilegi ed esenzioni rispetto a dazi ed imposte. Negli atti erano verbalizzate le notizie riguardanti gli abusi degli ufficiali del contado. Inoltre, l’Assunteria controllava l’amministrazione dei beni comunitari, la revisione dei conti, le entrate e le spese.

I primi estimi di cui disponiamo per questo secolo sono datati 16092, e riguardano tutti e quattro i comuni al centro di questa ricerca (Lagune, Pontecchio, Mongardino e Montechiaro).

Rispetto al secolo precedente sono diminuite le particelle coltivate: si passa dalle 341 del 1577 alle 220 del 1609. La motivazione va ricercata nel fatto che è diminuito sensibilmente il numero dei fumanti in tutti i comuni considerati: alle Lagune sono passati da 93 a 76, a Mongardino da 21 a 17, a Pontecchio da 15 a 9, a Montechiaro da 17 a 9. Il 1577 è stato l’anno che ha visto il più alto numero di fumanti presenti nei comuni. Dall’inizio del XVII secolo, infatti, essi subiscono un lento ma costante calo, che proseguirà nei decenni successivi.

Per quanto riguarda la tipologia delle particelle, si può osservare la scomparsa di quelle caratterizzate da un unico tipo di coltivazione, probabilmente inglobate in altre più grandi e coltivate in modo diverso.

Il tipo di particella più frequente è quella costituita da coltivazione “aratoria mista” (il 37% del totale), seguita dalla “castaneata” (24%) e dalla “boschiva” (16%). La superficie occupata dal tipo “aratorio misto” è la più estesa, 444 tornature in totale, con una superficie media di circa 6 tornature.

Gli estimi successivi sono datati 1663 per i comuni di Pontecchio, Lagune e Mongardino, e 1664 per il comune di Montechiaro3.

Il numero di particelle è diminuito ulteriormente, passando da 220 a 196. Anche in questo caso è diminuito il numero dei fumanti, ma tale linea di tendenza subisce un andamento differente nei diversi comuni qui considerati. Infatti, mentre a Mongardino i fumanti diminuiscono, passando da diciassette a tredici, e anche a Pontecchio si può registrare una certa contrazione (da nove a quattro), alle Lagune e a Montechiaro essi sono in leggero aumento.

Il tipo di particella maggiormente presente continua ad essere l’ “aratoria mista” (circa il 40% delle terre totali), seguita dalla “castaneata” e dalla ‘boschiva’. La situazione si ripercuote anche sulla superficie occupata: nei comuni di Mongardino e delle Lagune le particelle “aratorie miste” occupano quasi il 67% del terreno totale (449 tornature su 673), mentre a Montechiaro e a Pontecchio ne coprono il 34% (33 tornature su 96).

Mentre a Mongardino e alle Lagune molta parte del territorio risulta essere occupato da boschi e castagneti, questi sono praticamente assenti nei due comuni pianeggianti (Pontecchio e Montechiaro), dove il terreno a disposizione è principalmente destinato alla coltura di grano. Si può anche rilevare come le terre destinate esclusivamente alle vigne sono praticamente scomparse.

L’imposta sui buoi del 16644 – relativa ai comuni di Montechiaro e Pontecchio – evidenzia come, con il trascorrere degli anni, nei due comuni pianeggianti, la proprietà cittadina si stia sistematicamente sostituendo a quella dei fumanti, delineando sempre più una diversa struttura della proprietà terriera.

Gli estimi successivi, relativi al 16725, riguardano esclusivamente i comuni di Mongardino e delle Lagune: in essi viene documentato il continuo calo delle particelle coltivate dai fumanti presenti nei comuni, anche se, in questo caso, il fenomeno è meno accentuato rispetto agli estimi precedenti. Occorre però ricordare che la diminuzione di particelle possedute dai fumanti riguarda principalmente i due comuni di pianura – Pontecchio e Montechiaro - dove acquista un sempre maggiore peso la proprietà cittadina. Al contrario, questo fenomeno riguarda solo marginalmente i due comuni collinari, nei quali si può osservare una maggiore conservazione della proprietà fumante.

Per quanto riguarda la distribuzione delle coltivazioni, nulla è cambiato rispetto all’estimo precedente. Il tipo di particella più frequente rimane l’ “aratoria mista” (36% del totale), seguita dalle “castaneate” e dalle “boschive”. Le uniche particelle che hanno un’ampiezza un po’ estesa sono le “aratorie miste”, con una superficie media di quasi nove tornature, mentre le alt​_re rimangono di modeste dimensioni.

Gli ultimi estimi relativi a questo secolo sono datati 1699 6, e riguardano tutti e quattro i comuni. Il numero di particelle coltivate è di 160, di poco inferiore al dato riscontrato nell’estimo del 1672, che però prendeva in considerazione solo due comuni. Il numero delle particelle risulta perciò essere diminuito sensibilmente. Spiegazione di ciò va ricercata nel forte calo del numero dei fumanti: alle Lagune essi sono diminuiti di cinque unità, passando da settantuno a sessantasei, a Montechiaro di cinque (da dieci nel 1664 a cinque), a Pontecchio di una (passando da quattro a tre). L’unico comune che non ha subito un calo nella popolazione dei fumanti è Mongardino.

I tipi di coltivazione non hanno subito alcuna modifica sostanziale: le particelle, anche relativamente al 1699, sono caratterizzate da un tipo di coltivazione mista. Eccezione fatta per le particelle castaneate e per quelle boschive, infatti, le altre vedono la presenza di più tipi di colture, nonostante la loro limitata estensione.

Le particelle denominate “aratorie miste” occupano ancora la maggior parte del territorio, quasi il 70% delle tornature totali coltivate, e sono anche le uniche che hanno un’estensione media abbastanza elevata.

In relazione all’ampiezza delle particelle, per la prima volta, fra le “aratorie miste”, ne compaiono alcune di ampia dimensione: tre di 20 tornature, sei di superficie compresa tra le 40 e le 50 tornature.

Il primo estimo relativo al XVIII secolo è datato 1725 7, e riguarda solo i comuni delle Lagune e di Mongardino. Il numero di particelle coltivate è leggermente diminuito rispetto al 1699, essendo allora 160 ed ora 153, ma è necessario ricordare che non sono compresi i dati dei comuni di Montechiaro e Pontecchio. Il numero di particelle possedute dai fumanti delle Lagune e di Pontecchio, nel 1699 era di 154, quindi una sola in più rispetto alla rilevazione più recente. Nonostante questo, il comune delle Lagune ha subito un netto calo di presenze di fumanti, essendo ora questi 47, mentre nel 1699 erano 66. Ciò sta probabilmente a significare che alcuni fumanti del passato avevano venduto le proprie terre a quelli registrati successivamente, ed infatti alcune indicazioni in questo senso si trovano negli estimi stessi, dove, accanto alla rilevazione e valutazione, si trova una nota con la trascrizione della vendita. E’ possibile anche che alcuni fumanti siano stati sgravati in quanto diventati cittadini, ma questo non dovrebbe influire sulle valutazioni d’estimo, in quanto i loro possedimenti non vi compaiono più, essendo diventati esenti.

Le terre caratterizzate da un’unica coltura sono definitivamente scomparse: rimane una sola particella arativa, nessuna “!vidata”, nessuna arborata. Le terre “arative miste” sono quelle più presenti, e rappresentano il 43% del totale, e sono anche quelle che occupano la maggior parte del territorio, 487 tornature su 749 totali, pari al 65% del terreno coltivato. La loro superficie media è nettamente superiore rispetto a quella delle altre particelle, superando le sette tornature, mentre la media delle altre non supera quasi mai le due tornature.

Anche le particelle “boschive” e quelle “castaneate” compaiono con una certa frequenza, mentre le rimanenti sono in numero irrilevante.

Gli estimi successivi sono datati 1750, per i comuni delle Lagune, Mongardino e Pontecchio, e 1752 per il comune di Montechiaro8. Le particelle possedute dai fumanti sono ulteriormente diminuite, passando da 153 a 130. Se poi si tiene conto del fatto che ora sono rilevati anche i dati degli altri due comuni (che nel 1725 non figuravano), la diminuzione appare ancora più consistente. Ancora una volta ciò coincide con un calo dei fumanti presenti nei comuni. Alle Lagune sono diminuiti di dodici unità, passando da 47 a 35; a Mongardino sono diminuiti in numero di quattro, essendo, nel 1725, undici ed ora sette. A Montechiaro ne sono rimasti solamente due, mentre nell’ultima rilevazione, quella del 1699, erano in cinque. Infine, a Pontecchio è presente solo un fumante, mentre nel 1699 ve ne erano tre.

La tipologia di coltivazione è rimasta immutata rispetto alle rilevazioni effettuate negli anni precedenti. Si può osservare una prevalenza di particelle aratorie miste (il 36,75% del totale) su ogni latra, seguite da quelle castaneate e boschive (rispettivamente il 19,66% e il 18,85% del totale di particelle). Come già osservato in precedenza, le uniche terre che occupano una superficie media abbastanza consistente sono le arartorie miste, con 9 tornature circa; le altre difficilmente superano le due tornature di media.

Gli ultimi estimi del secolo sono datati 1775 9, e riguardano i comuni delle Lagune, di Mongardino e di Pontecchio. Il numero di particelle coltivate è diminuito, passando da 130 a 111, ma è necessario ricordare l’assenza della rilevazione relativa al comune di Montechiaro, nel quale, nel 1750, tredici particelle venivano coltivate da fumanti. Il calo effettivo avvenuto nei rimanenti tre comuni è perciò di sei particelle. Il numero dei fumanti è calato alle Lagune, passando da 35 a 32, ma è aumentato a Mongardino, dove erano sette, mentre ora sono nove.

Il tipo di coltivazione praticato è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti, con una prevalenza di particelle aratorie miste (33,33%), castaneate (25,22%) e boschive (19,82%).

1 Cfr. A. DE BENEDICTIS, Patrizi e comunità. Il governo del contado bolognese, Bologna, 1984.

2 Archivio di Stato di Bologna (A.S.B.), Ufficio del Contado, Estimi del Contado, anno 1609, buste 89 (Lagune), 103 (Mongardino), 115 (Montechiaro), 130 (Pontecchio).

3 A.S.B., Ufficio del Contado cit., anno 1663, buste 89, 103, 130, 115.

4 A.S.B., Ufficio del Contado, Serie I, Imposta sui buoi, busta 69.

5 A.S.B., Ufficio del Contado cit., anno 1672, buste 89 e 103.

6 A.S.B., Ufficio del Contado cit., anno 1699, buste 89, 103, 115, 130.

7 A.S.B., Ufficio del Contado cit., anno 1725, buste 89, 103.

8 A.S.B., Ufficio del Contado cit., anno 1750, buste 89, 103, 130, 115.

9 A.S.B., Ufficio del Contado cit., anno 1775, buste 89, 103, 130

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