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LA NATURA ATTORNO A CASA

di Stefano Galli

Le mangiatoie artificiali, un hobby intelligente e semplice per conoscere meglio i passeriformi delle nostre colline.

Con l’approssimarsi della stagione fredda reperire cibo e scaldarsi diventano priorità assolute per ogni animale selvatico del nostro territorio. In particolare gli uccelli tendono ad avvicinarsi molto alle zone abitate spingendosi all’interno dei paesi dove la temperatura è di qualche grado superiore rispetto alla campagna e dove cibarsi risulta più facile. Molti di noi scuotono la tovaglia in giardino dopo aver mangiato, consapevoli che i passeri ripuliranno il tutto in maniera sistematica, ma con qualche accorgimento in più riusciremo ad attirare anche altre specie di uccelli.

Innanzitutto perché costruire una mangiatoia?

I vantaggi della mangiatoia sono innumerevoli: in primo luogo chi non ha un giardino può collocare la struttura in terrazza o appenderla al davanzale della finestra per poter osservare gli uccelli comodamente dal salotto o dalla cucina.

Un altro importantissimo vantaggio della mangiatoia è quello di poter escogitare sistemi per difendere dai gatti il luogo dove si mette il cibo, in questo modo i nostri amici alati sentendosi più sicuri diventano confidenti e noi potremo osservarli con maggiore tranquillità.

Per sistemare la mangiatoia fuori portata del gatto, la si appende in luogo non raggiungibile dai felini oppure, se collocata su un palo, vi si può fissare ad una certa altezza una campana metallica rovesciata.

Naturalmente il palo dovrà essere sufficientemente alto per far si che i gatti non possano balzare direttamente sulla mangiatoia.

Altro elemento importante è fornire la struttura di un tetto per difendere il cibo dalla pioggia e dalla neve.

Quali sono i gusti degli uccelli? Cosa mettiamo nella nostra zona ristorazione?

Oltre alle tradizionali briciole di pane che vanno benissimo per passeri, ma non solo, provate a mettere resti di frutta matura e farete felici merli e capinere, mentre il pettirosso ha un debole per le briciole di dolci come ciambelle e panettoni.

Per attirare i granivori vanno benissimo i misti per canarino oppure semi di miglio, o noci, nocciole, arachidi tritate, grano, riso cotto, semi di girasole. Non mettete semi troppo grossi e duri tipo grano turco: non verrebbero mangiati. Molto apprezzato è invece il lardo che fornisce le energie necessarie per superare le rigide temperature invernali, bisogna però ricordarsi di non mettere cibi salati che magari verrebbero mangiati ugualmente, ma creerebbero qualche problema agli uccelli.

Il gelo della stagione invernale spesso rende l’acqua poco reperibile, quindi una ciotola di questo prezioso liquido non dovrà mancare, con l’accorgimento di rimuovere il ghiaccio nelle giornate molto fredde.

Nel mio giardino un anno si è verificato un fatto curioso: una tortora non solo frequentava assiduamente il mio piccolo ristorante, ma si era appollaiata all’interno della struttura impedendo ad altri uccelli di alimentarsi.

Per superare questo piccolo inconveniente bisogna rendere inaccessibile la mangiatoia alle tortore, abbassando il tetto o circondandola con una reticella, lasciando uno spazio di circa dieci centimetri alla base per consentire l’entrata agli altri uccelli. Le tortore continueranno comunque a frequentare la zona mangiando i semi caduti a terra.

È molto importante, quando si comincia a mettere cibo, non smettere mai, perché la mangiatoia diventa un punto di riferimento per i suoi ospiti che non si preoccupano così di reperire cibo in altro modo. In primavera è indispensabile rimuovere la struttura e smettere di alimentare gli uccelli perché in quella stagione ogni specie si riproduce ed i genitori devono trovare in natura gli alimenti che più si addicono alla dieta dei loro piccoli senza essere attirati dalla mangiatoia.

Per farci capire meglio prendiamo come esempio la cinciallegra: questo simpaticissimo frequentatore dei nostri giardini in inverno è ghiottissimo di semi di girasole e ne divora quantità industriali, ma la sua dieta estiva è costituita da larve, bruchi e parassiti delle piante.

Diamo ora alcune note tecniche su come si costruisce una mangiatoia tipo.

Potete usare qualsiasi tipo di legno, purché lo spessore non sia troppo grosso e quindi poco maneggevole. Per la base ritagliate un rettangolo di cm 30 per 16.

Il tetto sarà costituito da due rettangoli di cm 38 per 22 inchiodati a V.

Fissate la base al tetto con quattro listelli di circa cm 20. Sarà utile una verniciatura impermeabilizzante.

Queste sono misure standard, naturalmente starà a voi valutare se volete una mangiatoia di dimensioni maggiori o minori in base alle vostre esigenze.

Queste indicazioni di carattere generale le ho maturate consultando guide e soprattutto in una decina di inverni di esperienza sul campo; sarà interessante per ognuno di voi fare prove ed esperimenti per verificare quali sono i cibi che attirano le varie specie.

Armatevi quindi di una guida sugli uccelli, magari di un buon binocolo per poterli osservare meglio e di un po’ di pazienza perché non è detto che la vostra mangiatoia venga visitata immediatamente.

Per la sezione di Pianoro della LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli

I più comuni frequentatori delle nostre mangiatoie:

Cinciarella;

Cinciallegra;

Tortora dal collare;

Passero;

Merlo;

Storno;

Pettirosso;

Verdone;

Fringuello;

Capinera.

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