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(storia)

PERCHE' UN CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICA

per la conoscenza del nostro territorio

di Maurizio Valentini

Nella frenesia del nostro vivere presente, siamo quasi tutti orientati alla affannosa rincorsa di un qualcosa, un obiettivo che cerchiamo di raggiungere ognuno secondo i più soggettivi criteri.

Questa ricerca unilaterale ed esasperata ci porta inevitabilmente a dimenticare spesso le nostre radici, lasciando in uno stato dì semi oblio, tanti nostri ricordi passati, molte vicende legate alla vita delle nostre famiglie, con tutte le connessioni con le lontane realtà di queste epoche passate. In alcuni casi, bastano pochi decenni per trasformare interamente l’ambiente che ci circonda, il nostro modus vivendi, che le abitudini dei nostri padri ci sembrano addirittura incomprensibili ed assurde.

Nonostante questo obbligo collettivo, nella mentalità del vivere moderno, con tutte le valenze positive che questa continua maratona comporta, non dobbiamo assolutamente tralasciare questo immenso patrimonio.

Come valorizzare questa importante ricchezza culturale, ed in che modo tentare di raccogliere più testimonianze possibili che ci trasmettano notizie delle vite dei nostri avi, dei loro usi, delle loro remote costumanze e tradizioni.

Non bisogna incappare nell'errore frequente e comune, di considerare superate e banali queste fonti archivistiche, osservandole semplicemente come una mole, più o meno vasta, di sterili documenti di differente natura che sono soltanto materiale superato, purtroppo spesse volte finito in qualche stufa o al macero. Questi atti. queste carte ingiallite e con l'inchiostro sbiadito dall'erosione inesorabile del correre del tempo, celano ad una più attenta osservazione, la vita e le tante situazioni vissute dalle persone che ci hanno preceduto su questo cammino.

Sono da considerare quasi veri e propri tasselli che ci tramandano singoli spezzoni di vita vissuta. Episodi che hanno sempre un grande valore umano ancor prima che storico ed accademico.

Il compito dei numerosi ricercatori consiste nel mettere tutti questi singoli spezzoni documentari in un ordine cronologico, cercando semmai di inserirli nel contesto delle differenti epoche storiche, con tutte le svariate situazioni legate a ciascun ambito locale.

Tuttavia, questo vasto patrimonio archivistico non deve venire considerato soltanto come fonte ad uso e consumo esclusivo degli addetti ai lavori. Tutti, indistintamente dovrebbero sentirsi partecipi di questo impegnativo incarico, in quanto la storia è senza alcun dubbio un patrimonio universale a disposizione dell'intera collettività. Questo sforzo dovrebbe trovare la sincera soddisfazione di apprendere, vicende e fatti dei nostri antenati, magari cominciando a capire la loro dura realtà quotidiana.

Questa ricerca può portarci, forse anche inconsapevolmente, ad osservare legami con comunità ed insediamenti abitati più o meno distanti dalla nostra terra d'origine, connessioni che non avremmo neppure ipotizzato di poter riuscire a riscontrare. Potremo conoscere le professioni dei nostri antenati, i rapporti tra le differenti famiglie, la situazione storica generale e le ripercussioni nei rispettivi ambiti locali.

La prima azione da intraprendere per tutelare e tramandare questi spaccati di storia consiste nella salvaguardia, nonché nella corretta catalogazione degli archivi storici presenti sul territorio. Questi, legati alle singole istituzioni parrocchiali, comunali, associative ed aziendali, vivono ciascuno in una propria e differente situazione. Taluni sono perfettamente catalogati, inventariati e conservati in locali idonei che ne permettano una libera consultazione. Altri sono alquanto in disordine ed ancor peggio, molti altri ancora sono in situazioni veramente critiche, in ambienti non adatti, che non ne permettono la visione a scopo di studio e che addirittura fanno temere per la loro stessa salvaguardia.

In questa crociata per la tutela di questo nostro ingente patrimonio storico locale, la libera iniziativa dei privati deve affiancarsi all’iniziativa pubblica. In situazioni, nelle quali questa è parzialmente o totalmente vacante, si deve tentare comunque di perseguire questa strada, magari soltanto con l'iniziativa dei singoli cittadini, che possono riunirsi in associazioni di natura culturale.

Da queste considerazioni generali di fondo, nasce quindi il grande desiderio di creare una realtà associativa d'impronta culturale, ossia un potenziale fulcro di aggregazione che possa svolgere questa importante azione, con progetti mirati alla tutela e valorizzazione, magari sollecitando l'attenzione collettiva, ma anche dei pubblici amministratori, sull'importanza di questi valori. Tuttavia, questo forte desiderio deve anche saper infondere una sensibilità al maggior numero possibile di persone, affinché questa ragguardevole risorsa sappia impegnarsi in maniera veramente collettiva.

Da questa premessa, nell'ottobre dello scorso anno, nasce per la piccola realtà di Piano dei Voglio il Centro di Documentazione Pianese. Piano dei Voglio è un antico insediamento abitato situato nell'Alto Appennino Bolognese, sullo spartiacque tra il fiume Setta ed il torrente Voglio, a ridosso dei confine con la Toscana.

Il Centro di Documentazione Pianese cerca quindi di rappresentare il cuore della memoria storica di Piano del Voglio. Racchiude un patrimonio culturale di grande ricchezza che proviene da secoli remoti, ma anche da tempi più recenti. Conserva infatti numerosissimi documenti prodotti dai pubblici uffici, che sono stati classificati in ordine cronologico, partendo dall'epoca medievale sin quasi ai nostri giorni. All'interno di questa ampia raccolta archivistico documentaria si possono consultare testimonianze inerenti alle vicende storiche delle famiglie De Bianchi, Ranuzzi e Morelli, ma anche su altre.

In appositi contenitori vengono custoditi, con criteri legati alla loro salvaguardia, documenti di grande interesse sotto il profilo storiografico. Tra le tematiche catalogate troviamo: copie fotostatiche di antichi documenti originali, araldica, iscrizioni murarie, testimonianze votive, documenti fotografici, atti riguardanti

Piano durante il periodo di priorato e residenza rnunicipale, notizie sui corpi ed istituzioni del governo comunale, estratti bibliografici, censimenti fotografici su fontane, pozzi e sorgenti della zona Pianese, cartografia e planimetrie di edifici costruiti in differenti epoche.

La raccolta documentaria si sviluppa anche con schede riguardanti: edifici di particolare interesse storico ed architettonico, arti e mestieri, personaggi illustri, mulini ed altri opifici idraulici del territorio pianese. Il patrimonio archivistico del Centro di Documentazione Pianese viene completato dalle tesi di laurea riguardanti la storia locale, negativi e diapositive del suo territorio.

Presso il Centro di Documentazione Pianese continua costantemente ad affluire la documentazione di svariati enti e numeroso materiale messo a disposizione gratuitamente, grazie alla lungimiranza di tanti soggetti privati.

Tutta la documentazione conservata presso il Centro, tranne quella soggetta a particolari norme che impongono l'obbligo della riservatezza, è liberamente consultabile da tutti i cittadini italiani e stranieri

Gli utenti interessati possono inoltre gratuitamente utilizzare anche la biblioteca del centro, specializzata in particolare modo sulla storia locale della montagna bolognese. Il Centro di Documentazione Pianese svolge anche attività di tipo formativo, organizzando in comune accordo con le scuole, giornate di studio improntate sulla metodologia della ricerca sul campo.

Infine, seppure questa realtà conti soltanto alcuni mesi di vita, si è già impegnata in collaborazioni di varia natura, con altre associazioni, come ad esempio l'associazione Valorizziamo Piano del Voglio, il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro ed il Gruppo Archeologico di Bruscoli.

Tra gli ultimi progetti, in ordine cronologico, meritano un accenno, il restauro dell'antica Fonte di Saletto e la pubblicazione di un opuscolo Piano del Voglio e la sua Banda, distribuito gratuitamente in piazza Maggiore a Bologna, nella giornata dei 17 settembre scorso. Inoltre, si sono potuti realizzare alcuni opuscoli, che costituiscono una piccola collana, ciascuno dedicato ad una ricerca monografica sulle vicende storiche del pianese.

Chiudo, questo mio breve intervento, ringraziando chi mi ha aiutato in questa difficile fase d'avvio, ma al tempo stesso, formulando già un grazie di cuore a coloro che si uniranno in futuro, aderendo a questo progetto, apportando nuove e preziose risorse, suggerimenti, inedito materiale documentario, ma non ultimo, idee e sostegno concreto per lo sviluppo di ulteriori iniziative da portare avanti con uno sforzo comune.

Questa sfida sarà quindi proiettata verso la diffusione della nostra cultura locale, vissuta però nel preciso contesto delle tante vicende umane, con al seguito il loro enorme bagaglio di valori, che in essa trovano legami e terreno di nuova prosperità.

Certamente un ottimo auspicio per un buono e consapevole futuro.