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Ritorno

L'inizio di un dialogo
004 Marco Macciantelli Varie

L’INIZIO DI UN DIALOGO

L’Assessore alla Cultura della Provincia di Bologna.

Ogni tanto, una buona notizia. Questa volta, l’apparizione di una nuova rivista sulla nostra storia locale: “.. al sàs ..” edita dal “Progetto 10 ri- ghe”. Un titolo programmatico. Proverò a corrispondervi. A contenere il discorso nell’aurea sintesi della “brevitas”. La rivista è un organismo de-licato. In genere nasce quando si ha veramente qualcosa da dire. E’ come testimonianza dell’esistenza di un gruppo, di un’attività coordinata, di un pensiero che ha bisogno del confronto con gli altri. E del conforto di una parola dialogante, alla ricerca di un lettore, di un comune sentire, di una prospettiva condivisa. E’ l’apertura di un orizzonte in cui si inscrivono i redattori, i collaboratori e il mobile mondo di chi avrà curiosità per i temi trattati.

In questo caso, si arricchisce anche l’offerta di studi orientati sul nostro Appennino. Dimostrazione ulteriore di una vivacità che verifichiamo proprio in questi anni. Come ci capita di ripetere, il nostro comprensorio appenni- nico è grande non solo nell’estensione: quattro comunità montane, trentaquattro comuni sui sessanta della nostra provincia, tra collina e montagna, cinque parchi solo regionali..

Non è solo un polmone ambientale. E’ anche un giacimento di cultura. Che merita iniziative di qualità. Come questa, radicata nel comune di Sasso Marconi. Sullo scenario di una valle segnata dal passaggio del nostro fiume più importante, anche per le conseguenze culturali che ha avuto sul nostro territorio. La piccola patria ancora viva ed attuale di uno dei grandi protagonisti del secolo tormentato e, tuttavia, ricco di scoperte e di proie- zioni presaghe rivolte al futuro, come quello che sta per chiudersi.

Ma ho già detto sin troppo e sin troppo impegnato l’attenzione del lettore. Mi limito a concludere con un ringraziamento sincero, per l’opera di tutti coloro che rendono possibile questo inizio, insieme ai più sinceri complimenti per la strada che sapranno percorrere, sotto lo sguardo, spero, di tanti amichevoli o solidali lettori, coartefici del colloquio infinito aperto da questo nuovo progetto editoriale.

Marco Macciantelli

Il Sindaco del Comune di Sasso Marconi

Assistere alla nascita di una nuova rivista è sempre qualcosa di esaltante perché è il frutto di una passione che si proietta all’esterno per arricchire sé e coloro con i quali viene a contatto. Ma quale senso dare ad una esperienza che vuole ricercare con bramosia i luoghi, le storie, i personaggi, le tradizioni ed i sapori del passato se non quello di voler conservare e rafforzare l’identità collettiva della comunità su cui opera.

Una fotografia, un racconto, una testimonianza, un vecchio strumento di lavoro, le pagine ingiallite di un archivio restituiscono colore, goccia dopo goccia, ad un mondo che tanti non hanno mai conosciuto ed alcuni stanno dimenticando.

Piccoli tasselli di un paese che fonda le sue radici in un passato fatto di passioni, idee, storie, dispiaceri, momenti di festa e di miseria, sogni e desideri. Piccole testimonianze che ci fanno sentire parte di un disegno iniziato prima di noi e che avrà seguito oltre noi, per colmare quel bisogno di appartenenza che ciascuno ha verso i luoghi in cui trascorre la maggior parte della propria vita.

Una comunità che è consapevole del suo passato si proietta verso il futuro con sicurezza, senza accontentarsi di vivere nel presente, e verso l’esterno per non chiudersi dentro le proprie mura. Una comunità che conosce, conserva e trasmette la propria storia, fa tesoro delle esperienze passate per progettare il futuro, per non ricominciare ogni volta da zero, ma da ciò che del passato può essere conservato e rafforzato.

Avere coscienza di sé, anche come comunità, ci rende più forti e più aperti al confronto ed agli scambi culturali perché consci del fatto che attraverso il confronto si può ricevere ma anche offrire agli altri qualcosa di noi e del nostro paese che ci caratterizza. In fondo che cos’è la cultura di un popolo se non il risultato di un incontro, sempre in evoluzione, fra esperienze e conoscenze diverse che sfociano in “contaminazioni” reciproche che arric- chiscono coloro che partecipano allo scambio culturale?

Per questi motivi ritengo molto importante ed entusiasmante la nascita di questa rivista che contribuirà a dare voce a tutti coloro che in questi anni hanno cercato di mantenere in vita questo patrimonio storico che oggi può diventare patrimonio di tutti.

A tutti i collaboratori della rivista un sincero augurio di un proficuo e lungo lavoro insieme.

Marilena Fabbri

 

L’Assessore alla Cultura del Comune di Sasso Marconi

L’amministrazione di Sasso Marconi, nell’ambito delle politiche culturali, intende promuovere la realizzazione di questa nuova rivista che investe a tutto campo il nostro territorio. Da tempo la nostra comunità aveva bisogno di un’opera di questo genere, nata grazie al contributo di tanti volontari del Gruppo 10 Righe della Pro Loco, ai quali va il nostro ringraziamento per l’impegno dimostrato fino ad oggi.

Perché la nostra comunità ha bisogno di una rivista che si occupa di storia, natura e cultura?. In primo luogo per allacciare un filo tra passato, presente e futuro. Il ritrovamento della nostra memoria ci mette sulle tracce della nostra cultura, essa deriva dal passato e spetta a noi il compito di mantenerla viva. In questo modo (ed è la seconda ragione della necessità della rivista) si apre anche la strada verso il ritrovamento della nostra identità di cittadini consapevoli della ricchezza che la natura, le persone e i fatti intorno a noi ci mostrano. Di fronte alla globalizzazione imperante ed inevitabile si cerca rifugio nel passato, nel mondo antico, che il presente troppo veloce rischia di annebbiare, non con l’obiettivo di far crescere un sentimento di localismo ma per diffondere l’amore per la propria terra, il rispetto per le sue bellezze, la difesa di ogni bene culturale ed ambientale. Si tratta, perciò, di educare alla bellezza, che dovrebbe farci ritrovare tutti in una dimensione di buon vivere, in pace e civiltà.

La rivista non vuole essere uno strumento chiuso ed autoreferente ma auspica, al contrario, il coinvolgimento della comunità, perché è solo attra- verso la conoscenza delle culture ‘altre’ che si possono combattere pregiu- dizi di ogni sorta. La cultura non ha confini ed è aperta a tutti i cittadini.

Cristiana Branchini

 

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....40 cop

Rivista n. 40

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-notitle- R20 alsas 10righe.org

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COP 38

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   cop 39 

AlSAS N.39  
   

Editoriale

Luigi Ropa Esposti

4

Succede a Sasso

a cura di Glauco Guidastri

 

6

La fabbrica di maioliche nel Settecento a Colle Ameno

Piero Paci

 

13

La leggenda di Cacao. La verità sulla presenza di un italiano collaborazionista delle SS durante la strage di Marzabotto

Stefano Muratori

 

37

Le sorprendenti bellezze dell'Alto Appennino bolognese: il Parco Regionale del Corno alle Scale

Paolo Michelini

 

81

Andar per campi passatempo salutare. Come riconoscere e cucinare alcune piante spontanee delle nostre zone

Laura Gelli

 

100

L'ACQUA MARCELLA Dalla villa del Bazzano alla sorgente de''Acqua Marcella

Manuela Righi

 

110

Radioattività dell'acqua.  Le acque della sorgente dell'Acqua Marcella venivano pubblicizzate per le loro qualità radioattive. Ma erano veramente radioattive?

Mauro Filippini

 

130

La Casa del Soldato di Praduro e Sasso. Uno dei centri di assistenza, accoglienza e supporto a favore dei militari durante la Prima Guerra Mondiale

Carmen Santi

 

139

E venne la notte Nina e il crollo della Rupe del Sasso

Alessandra Pozzi

 

146

A la fèn dl'ovra (alla fine dell'opera)

a cura di Luigi Ropa Esposti

157
   

 

Rivista n. 39

   cop 39 

AlSAS N.39  
   

Editoriale

Luigi Ropa Esposti

4

Succede a Sasso

a cura di Glauco Guidastri

 

6

La fabbrica di maioliche nel Settecento a Colle Ameno

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La leggenda di Cacao. La verità sulla presenza di un italiano collaborazionista delle SS durante la strage di Marzabotto

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139

E venne la notte Nina e il crollo della Rupe del Sasso

Alessandra Pozzi

 

146

A la fèn dl'ovra (alla fine dell'opera)

a cura di Luigi Ropa Esposti

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