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Bicentenario: Nascita del Comune di Praduro e Sasso (1804). Dai documenti di Archivio
8011 Dalle Donne Giancarlo storia locale

La nascita del Comune di Praduro e Sasso (1804)

Dai documenti di Archivio la testimonianza di una data importante per il nostro Comune

di Giancarlo Dalle Donne

L’entrata delle armate francesi a Bologna, il 18 giugno 1796, può essere considerata come un autentico spartiacque fra due mondi: l’ancien régime e il mondo moderno.

In un primo momento, però, la struttura territoriale non venne modificata; come si può leggere nella Costituzione bolognese del 1796, “si serbano ne’ castelli, terre e comuni della Repubblica gli attuali magistrati, consigli e massariati ed altre rappresentanze pubbliche” (1).

Il Capo I della Costituzione, riguardante la “Divisione della città e del territorio”, suddivideva il contado bolognese in 367 Parrocchie (accorpandole in 65 Cantoni). Ognuna di esse contava appena poche centinaia di abitanti e costituiva la “cellula” di base in cui era suddiviso il territorio già durante l’ancien régime.

La zona che attualmente costituisce il comune di Sasso Marconi era variamente distribuita all’interno di tre Cantoni: quello di Pianoro (che comprendeva le parrocchie di Pianoro, Musiano, Badalo, M.Rumici, Guzzano di Pianoro, Pino, Vizzano, Riosto, Battedizzo e Brento), dI Pontecchio (Pontecchio, Tignano, Mongardino, Amola di Montagna, Tizzano, Moglio, Nugareto, Montechiaro, Castel del Vescovo S.Lorenzo, Castel del Vescovo S.Pietro) e di Sasso (Sasso Predoso, Maddalena, Scopeto, Sirano, Lagune, M.Severo, S.Chierlo, Stanzano, Iano, Ronca, Panico, Luminasio, Rasiglio, Canovella).

Nell’anno successivo, il “Piano di costituzione per la Repubblica Cispadana” (1797), riorganizzò territorialmente i Cantoni, dopo che nella Costituzione della Repubblica Cispadana (19 marzo 1797) erano già stati creati i Dipartimenti.

Rispetto alla situazione precedente, si operò una prima aggregazione dei Cantoni: vennero infatti unificati i Cantoni di Sasso e quello di Pontecchio. Nacque perciò in quel momento, all’interno del Dipartimento del Reno, il Cantone del Sasso, con capoluogo Pontecchio.

Esso, istituito all’interno del Dipartimento del Reno, comprendeva le “sezioni, o siano Parrocchie del territorio della Repubblica Cispadana” di Pontecchio (capoluogo), Amola di Montagna, Castel del Vescovo (S.Lorenzo e S.Pietro), Canovella, Jano, Lagune, Luminasio, Medelana, Moglio, Mongardino, Monte Chiero, Nugareto, Merlano, Mongiorgio, Monte S.Giovanni, Rasiglio, Ronca, Sasso Predoso, Scopeto, Sanchierlo, Tizzano, Tignano e Monte Severo.

Comune 82

La zona “destra Reno”, invece, comprendente tra le altre le comunità di Ancognano, Badolo, Battedizzo, Pino e Vizzano), rimase a far parte del Cantone di Pianoro.

Si trattò successivamente di operare in direzione della costituzione delle municipalità cantonali: la ricerca di uomini e sedi caratterizzò questa fase.

Trasferiamoci a Pontecchio, capoluogo del Cantone del Sasso: alle 10 del mattino del 3 giugno 1797, presso la Canonica della Chiesa parrocchiale, venne installata la Municipalità cantonale (2). Il rappresentante del Governo indicò di quali cariche e ruoli doveva essere composto il “Ministero”, cioè l’ufficio della municipalità: di un cancelliere, un agente ed esattore, un computista, un usciere e un esecutore.

Pochi giorni dopo, il 23 giugno, durante una nuova riunione della Municipalità, ne venne fissata la sede nel Castello di Pontecchio (o Palazzo de’ Rossi), “in una casa del cittadino Camillo Rossi, che graziosamente gliela ha accordata”.

Dunque, dal 23 giugno 1797 al 25 marzo 1799 la sede del Cantone del Sasso rimase a Pontecchio, a Palazzo de’ Rossi; mentre a partire dal 26 marzo 1799, venne trasferita alla Fontana (3), dove si era già acquartierata la Guardia Nazionale, al comando di Luigi Berti .

La nuova residenza (fissata a Fontana, nel Casino degli ex Padri di S.Procolo), necessitava di tutta la struttura organizzativa per esercitare i suoi compiti amministrativi, “non essendovi altro che muri e finestre”.

L’attività della Cancelleria distrettuale venne poi interrotta dall’occupazione austriaca (1799-1800), per riprendere il 27 aprile 1802, quando il Presidente della Municipalità distrettuale del Sasso, Ferri, inviò al prefetto l’elenco dei componenti la Municipalità.

Siamo nell’aprile del 1802: da lì a pochi mesi entrerà in vigore la prima legge amministrativa organica. Con essa terminerà questo primo periodo di continui aggiustamenti e di confusione di ruoli, funzioni e suddivisioni territoriali.

La “Legge sull’amministrazione delle Autorità amministrative” del 24 luglio 1802 disegna l’articolazione territoriale del nuovo Stato, che era suddiviso in Dipartimenti, sotto la guida di un Prefetto. Ogni Dipartimento, a sua volta, era costituito di Distretti, governati da un Cancelliere; ogni Distretto era composto di numerosi Comuni.

Tale legge può essere perciò considerata come il punto di partenza e l’origine del comune moderno: i modi e i tempi in cui tale legislazione fu recepita e trovò applicazione concreta a livello locale segnarono, nel corso dello sviluppo storico, le differenti date di nascita dei singoli Comuni.

La legge 24 luglio 1802 (“tra i risultati più innovativi del sistema amministrativo napoleonico”), segna una “vera e propria rottura” nei rapporti tra città e campagna, come fino a quel momento si erano storicamente determinati: grazie ad essa “venivano a cadere le condizioni per cui i ceti cittadini erano riusciti a scaricare gran parte dei propri privilegi sul territorio circostante o sull’intero contado. Sia il piccolo comune che la grande città erano ora ridotti in una condizione di sostanziale eguaglianza di fronte al potere statale e costretti a far fronte autonomamente alle proprie necessità” (4).

Una nuova suddivisione territoriale venne approvata il 5 marzo 1803: vennero inseriti nuovamente i Comuni che un “Piano di aggregazione” del dicembre 1802 aveva escluso, sia verso la pianura (Pontecchio), sia verso la montagna (Tignano), sia a destra Reno (Pieve del Pino).

In questo modo si giunse ad un reale allargamento del Distretto del Sasso, che trovava sviluppo in tutte le direzioni, e nello stesso tempo si permetteva ai Comuni (o almeno a quelli che sarebbero diventati i principali) di procedere in direzione di successive aggregazioni, cosa che un Distretto territorialmente esiguo non avrebbe potuto facilmente consentire.

In base alla suddivisione territoriale approvata Il 5 marzo 1803 il Distretto del Sasso venne così a comprendere i seguenti Comuni, tutti di terza classe, cioè con popolazione inferiore ai 3000 abitanti (tra parentesi le comunità, cioè le antiche masserie): Paderno (Paderno, Ancognano, Sabbioni di montagna), Badalo (Badalo, Battedizzo, Mugnano), Praduro e Sasso (Praduro e Sasso, Castel del Vescovo, Jano, Lagune), Caprara (Caprara), Casola (Casola, Canovella, Ignano), S.Chiellaro (S.Chiellaro, Gavignano, Monsvir e Montesevero, Ronc), Medelana (Medelana, Luminasio), Montasico (Montasico, Vedegheto, Vignola de’ Conti), Panico (Panico, Malfolle, Venola), Pieve del Pino (Pieve del Pino, Montelungo, Vizzano), Pontecchio (Pontecchio, Moglio, Montechiaro), Scopeto (Scopeto, Montefrascone, Montepolo, Rasiglio), Tignano (Tignano, Mongardino, Nugareto).

Il Comune di Praduro e Sasso è già delineato, e comprende, oltre alla stessa comunità di Praduro e Sasso, Castel del Vescovo, Jano e Lagune.

Importante fatto è l’azione svolta dalla Cancelleria distrettuale per arrivare alla formazione e al pieno funzionamento della Municipalità comunale del Sasso. Ciò in seguito al decreto di Melzi, vicepresidente della Repubblica italiana, del 20 ottobre 1802, che invitava i Prefetti a costituire i Consigli comunali. Il Prefetto del Dipartimento del Reno individuava anche la composizione del Consiglio comunale (chiamato “convocato”: era costituito dagli estimati e capofamiglia dei rispettivi Comuni).

La Cancelleria Distrettuale convocò per la prima volta il Consiglio Comunale di Praduro e Sasso all’inizio del 1804. Era infatti questo uno dei suoi compiti, almeno per i Comuni di terza classe. All’interno dell’archivio comunale si trova traccia della seconda riunione. Il 29 febbraio 1804 il Cancelliere del Distretto del Sasso mandò comunicazione “al cittadino Domenico Pedrelli sostituto del cittadino Gio Battista Dalbello Amministratore Municipale della Comune di Praduro e Sasso”.

La riunione venne convocata per il 12 marzo, “alle ore 9 precise antimeridiane”.

Il mese successivo venne installata la Municipalità. E’ il 23 aprile 1804: una data importante. Leggiamo il documento che attesta l’installazione (5):

Installazione della Municipalità della Comune di Praduro e Sasso e suoi aggregati, capoluogo del Distretto del Sasso di terza classe.

Repubblica Italiana. Comune di Praduro e Sasso, e suoi aggregati, capoluogo del Distretto del Sasso di terza classe.

Li 23 aprile 1804 anno 3°.

Dietro il Prefettizio Proclama delli 11 corrente già pubblicato nelle singole parrocchie, e Comuni di questo Distretto, non che inoltrato ai singoli nuovi amministratori componenti le rispettive Municipalità del Distretto medesimo nominati dai rispettivi loro Consigli Comunali nelle prime loro adunanze in conformità del citato Proclama sonosi radunati alle ore undici antimeridiane nella sala del locale ad uso di Residenza di questo Cancelliere in luogo detto “Alla Fontana – Capoluogo” li seguenti individui, cioè

Cittadini Rizzi Pietro, Presidente, per avere ottenuto maggior numero di nomine da proprio Consiglio in voti n. 26; Pedrelli Domenico sostituto del cittadino Gio Battista Dalbello; Orsoni Domenico.

Rimane così quindi formalmente coll’assistenza di questo Cancelliere istallata questa Municipalità composta dei suddetti cittadini individui”

La sede del Comune di Praduro e Sasso, si trovava nel borgo della Fontana (e qui vi rimase fino al gennaio 1808): si trattava di un locale “a piano terreno, consistente in un atrio entro la porta, una camera a mano destra con suo camino ed un altro piccolo ambiente alla sinistra di detto atrio”. Il personale consisteva in un cancelliere, un impiegato, un segretario, un agente e un cursore.

Chi erano gli amministratori comunali? Chi erano i Ferri, Dal Bello, Orsoni, Rizzi? Naturalmente dovevano essere tutti possidenti, e figurare nell’elenco degli estimati del comune: mi sembra però di grande interesse questa osservazione: tre dei quattro erano fattori, svolgevano cioè il ruolo di agenti di campagna di alcune tra le principali proprietà locali. Scendendo nei dettagli: Domenico Orsoni era agente di casa Ranuzzi; Giovanni dal Bello di casa Pepoli; Giambattista Ferri del Conservatorio di S.Croce. Il quarto, Pietro Rizzi, era il fabbro della Fontana, e “discreto” possidente.

In base agli accorpamenti delle antiche masserie in comuni, che vede la nascita del Comune di Praduro e Sasso, vennero anche istituiti il Comune di Badolo (Badolo e Battedizzo), Pontecchio (Pontecchio, Moglio, Montechiaro), Scopeto (Scopeto, Montefrascone, Rasiglio), Tignano (Tignano, Mongardino, Nugareto), Pieve del Pino (Pieve del Pino e Vizzano). Cito solo questi perché riferiti a porzioni di territorio che ora appartengono al comune di Sasso Marconi.

Il Comune di Praduro e Sasso, di terza classe, contava, nel 1805, 1610 abitanti. Comprendeva, oltre a Praduro e Sasso, le comunità di Castel del Vescovo, Jano e Lagune: questo territorio costituiva dunque il nucleo fondamentale d‘origine dell’attuale comune di Sasso Marconi, che con successive aggregazioni e modifiche giungerà, nel 1828, ad assumere la ben più vasta conformazione attuale.

N O T E

  1. Costituzione della Repubblica di Bologna (1796)”, art. 123, in Le costituzioni italiane, a cura di A.Aquarone, M.D’Addio, G.Negri, Milano, 1958. Cfr. inoltre M.ZANI, Il riassetto amministrativo: dipartimenti, cantoni, distretti e comuni, in I “giacobini” nelle Legazioni, a cura di A.Varni, tomo II, Bologna, s.d., p. 170.

  1. ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA (A.S.B.), Archivio Napoleonico, V/29.

  1. A.S.B., Archivio Napoleonico, IV/198.

  1. M.ZANI, Le circoscrizioni comunali in età napoleonica. La legislazione della Repubblica italiana e del Regno d’Italia, in “Storia urbana”, n. 50, 1990, p. 42.

  1. ARCHIVIO STORICO COMUNALE SASSO MARCONI, Carteggio amministrativo, b. 3.

DIDASCALIA

Fig. 1 – Frontespizio delle mappe del Catasto Gregoriano risalente al periodo 1811 – 1814 (Archivio di Stato di Bologna)

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