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Perché sono importanti la storia e la cultura locale

Rino Ruggeri

Una delle funzioni della storia locale è quella di non sentirsi estranei al luogo in cui si vive. E' vero che viviamo tutti sul presente, ed è il presente o l'immediato futuro che più ci interessa, ma forse si vive meglio questo presente se conosciamo un po' del nostro paese e del suo passato: la nostra storia, le usanze comuni delle persone che ci hanno preceduto nella zona in cui viviamo.

Proprio grazie a questo riusciamo anche a sviluppare un concetto di identità e, di conseguenza, di diversità dagli altri, che ci rende coscienti della nostra specificità.
Conoscendo meglio noi stessi ci sembra di fare più parte della comunità. Quando percorriamo le strade che ci riportano verso casa e osserviamo gli edifici più vecchi o il territorio che ci circonda, la mente ci riporta alle conoscenze della sua storia, allora ci sembra di farne più parte.

La memoria storica ci permette anche di vedere meglio le identità allargate, le comunità come la famiglia, il paese, le tradizioni locali, le feste paesane, la squadra locale di calcio, quindi tutte le usanze che abbiamo in comune.

La conoscenza della nostra specificità è fondamentale, perché ci dà la consapevolezza di noi stessi e ci permette di sentirci diversi, ma non superiori agli altri, bensì ci porta a confrontarci con le persone diverse da noi che possono avere una loro storia.

Voglio inoltre qui riportare una parte dell’articolo scritto dall’allora sindaco di Sasso Marconi Marilena Fabbri nel numero zero della rivista “AL SAS” (dicembre 1999) che riafferma ancora l’importanza della conoscenza delle propria storia.

Una comunità che è consapevole del suo passato si proietta verso il futuro con sicurezza, senza accontentarsi di vivere nel presente, e verso l’esterno per non chiudersi dentro le proprie mura. Una comunità che conosce, conserva e trasmette la propria storia, fa tesoro delle esperienze passate per progettare il futuro, per non ricominciare ogni volta da zero, ma da ciò che del passato può essere conservato e rafforzato.Avere coscienza di sé, anche come comunità, ci rende più forti e più aperti al confronto ed agli scambi culturali perché consci del fatto che attraverso il confronto si può ricevere ma anche offrire agli altri qualcosa di noi e del nostro paese che ci caratterizza. In fondo che cos’è la cultura di un popolo se non il risultato di un incontro, sempre in evoluzione, fra esperienze e conoscenze diverse che sfociano in “contaminazioni” reciproche che arricchiscono coloro che partecipano allo scambio culturale. Per questi motivi ritengo molto importante ed entusiasmante la nascita di questa rivista che contribuirà a dare voce a tutti coloro che in questi anni hanno cercato di mantenere in vita questo patrimonio storico che oggi può diventare patrimonio di tutti” .

Ancora oggi il Gruppo di studi "Progetto 10 righe" tenta con le sue ricerche di conservare la storia di questo territorio.

La storia è anche memoria e come la memoria personale anche la memoria storica si può perdere.

Non esiste solo una memoria personale come l’attività cerebrale ma esistono anche altre memorie come la memoria culturale, ci sono bravissimi antropologi che hanno scritto delle cose molto belle proprio sulla memoria culturale che è un’altra cosa rispetto alla memoria personale o alla memoria generazionale.

Noi abbiamo tutti la stessa eta, ci saranno ragazzi di 15 anni o persone di 90 anni ma siamo tutti più o meno dentro la stessa memoria generazionale che al massimo avrà una ottantina di anni, oltre a questo non si riesce a risalire, questa è una memoria spicciola, la memoria generazionale è inevitabile è fatta di discorsi necessariamente spontanei che avvengono e oggi ne avvengono moltissimi in un proprio proliferare di scambi, tutta la comunicazione elettronica cui siamo esposti non fa che espandere la memoria generazionale a discapito della memoria culturale.

La memoria culturale invece lavora su dimensioni più nascoste, dimensioni invisibili, su ombre e speculazioni, che è fatta di rituali, che fatta di spazi circoscritti, che è fatta di un impegno che deve avere conscio scientifico di ricostruzione, ecco che allora noi possiamo cominciare ad essere un po' più coscienti del discorso di storia, memoria, ricordo, utilizzo del ricordo, cosa devo tenere e cosa devo recuperare, spessissimo non sappiamo neanche che cosa abbiamo perso esiste una stratificazione così pazzescamente profonda che noi neanche ci immaginiamo quanti strati ancora ci sfuggono, il discorso non è molto diverso da quello degli archeologi che leggono gli starti del terreno negli scavi e riportano in luce oggetti di epoche diverse.

Al sas” oltre alla memoria generazionale vuole anche un po occuparsi della memoria culturale che come abbiamo detto è nascosta nei riti nei racconti che andiamo a raccogliere e anche di una memoria generazionale che sono i racconti del nostro territorio.

 

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Perche sono importanti la Storia la Natura e la Cultura locale

 

 


In preparazione per il prossimo numero della rivista

Nel prossimo numero (35-36), nell'articolo di Manuela Righi, troverai una particolarità (assolutamente nuova per i nostri lettori): oltre al richiamo del link a Youtube in Internet, che consente di vedere il filmato delle miniature di Elio Pagani in movimento, c'è l'immagine di un codice QR che, inquadrato con l'apposita App su Smartphone, propone automaticamente lo stesso filmato sullo schermo del telefonino.